Tutela aceto balsamico di modena IGP: Importante sentenza della Suprema Corte Federale tedesca. Ma quando si può adite direttamente la Corte di Giustizia Europea?

08/04/2021

Il fatto
La causa che coinvolge il Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP e la società tedesca Balema è giunta all’ultimo grado di giudizio in Germania. L’oggetto del contendere è la tutela del termine “Balsamico” e la sua portata evocativa nei confronti dell’Aceto Balsamico di Modena.

La sentenza di primo grado da’ ragione al Consorzio
La sentenza di primo grado del tribunale di Mannheim è fortemente favorevole alle tesi del Consorzio.

La sentenza della Corte di Appello ribalta la sentenza di primo grado
Le sentenza della corte d’Appello di Karlsruhe ribalta l’esito del procedimento di primo grado, negando la possibilità di tutelare il termine “balsamico”.

La sentenza della Suprema Corte tedesca
La recente sentenza della Suprema Corte Federale Tedesca, ultimo grado di giudizio anche in Germania, ha rigettato la sentenza di appello e accolto il ricorso del Consorzio rinviando la procedura alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per un parere pregiudiziale.

Il risvolto giuridico della sentenza della Suprema Corte
La sentenza di appello non è stata confermata e con essa sono state rigettate le motivazioni giuridiche totalmente infondate su cui il provvedimento si basava. Inoltre il rinvio alla Corte di Giustizia dell’Unione porterà alla formulazione di un precedente applicabile su tutto il territorio comunitario: un passo fondamentale per poter raggiungere una piena tutela della denominazione nei confronti di evocazioni e imitazioni.

La giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea negli ultimi anni
Negli ultimi anni la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’UE è stata fortemente positiva e favorevole alla tutela dei prodotti DOP e IGP proprio nei confronti di evocazioni e imitazioni. Quindi, è possibile che presto i precedenti già consolidati vengano arricchiti da un ulteriore provvedimento questa volta inerente l’Aceto Balsamico di Modena.
Un’ottima notizia, ma non solo per i produttori di Aceto Balsamico di Modena, infatti, ancora una volta chi davvero potrà godere dei frutti di una maggiore tutela, dell’eliminazioni di pratiche scorrette e di concorrenza sleale e soprattutto di una maggiore trasparenza nell’etichettatura dei prodotti alimentari saranno i consumatori di tutta Europa.

Il ricorso diretto alla Corte di Giustizia Europea
Il ricorso diretto in Corte di giustizia dell’Unione Europea è un procedimento inquadrabile nella giurisdizione contenziosa, che si caratterizza per l’azione diretta dei soggetti interessati davanti alla CGUE (o al Tribunale di primo grado, o al Tribunale della funzione pubblica) e, dunque, si differenzia dal rinvio pregiudiziale, che è un procedimento di giurisdizione non contenziosa legato ad un processo instauratosi dinanzi al giudice nazionale, il quale decida, poi, di portare all’esame dei giudici europei questioni ad esso collegate, inerenti la compatibilità delle norme nazionali con il diritto dell’Unione.

Privati e imprese possono presentare 4 tipi di ricorso diretto in Corte di Giustizia:

  1. Ricorsi in annullamento di atti delle istituzioni dell’Unione, presentati qualora si ritenga che il diritto dell’UE violi i trattati o i diritti fondamentali dell’UE. Tali ricorsi possono essere proposti da privati ed imprese per annullare un atto giuridico che li riguardi direttamente ed individualmente e arrechi loro pregiudizio. Se il ricorso è fondato, ossia l’atto è stato effettivamente adottato in violazione delle forme sostanziali o dei trattati, la Corte lo dichiara nullo e non avvenuto.
  2. Ricorsi per responsabilità civile delle istituzioni dell’Unione. Tale ricorso permette ai privati o agli Stati membri che hanno subito un danno di ottenere un risarcimento da parte dell’istituzione che ne è all’origine. Il ricorso per responsabilità permette di ottenere un indennizzo per un danno di cui è responsabile l’Unione europea. Esistono, infatti, due tipi di ricorso per responsabilità: il ricorso che chiama in causa la responsabilità contrattuale dell’Unione, quando essa è parte di un contratto; la CGUE non è, però, sempre competente per giudicare le controversie derivanti da tali contratti. Infatti, il ricorso per responsabilità può essere intentato presso la CGUE solamente se previsto da una clausola compromissoria. Ciò significa che il contratto di cui è parte l’Unione deve comportare, obbligatoriamente, una clausola che preveda la competenza della CGUE in caso di controversia. In caso contrario, la competenza per statuire sulla controversia derivante dal contratto ricadrà sui giudici nazionali. Poi c’è il ricorso che chiama in causa la responsabilità extracontrattuale dell’Unione a causa di un danno cagionato dai suoi organi o dai suoi agenti nell’esercizio delle loro funzioni. La Corte di giustizia riconosce la responsabilità dell’Unione se si verificano tre condizioni: a) il ricorrente ha subito un danno; b) le istituzioni europee o i loro agenti hanno tenuto un comportamento illegale rispetto al diritto europeo; c) esiste una relazione di causalità diretta tra il danno subito dal ricorrente e il comportamento illegale delle istituzioni europee o dei loro agenti.
  3. Ricorsi in materia di lavoro per funzionari delle istituzioni europee; essi sono di competenza esclusiva del Tribunale della funzione pubblica, che, in pratica, funge da tribunale europeo del lavoro.
  4. Ricorsi in materia di marchio o modello comunitario.

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*Si informa i lettori che i presenti articoli non costituiscono in alcun modo alcuna forma di consulenza legale.

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